Il progetto

Il K33 ha vinto il prestigioso concorso internazionale MYDA '07 (Millennium Yachts Design Award), nella categoria nuovi natanti a vela.

Ci si rivolge ad una clientela sportiva, che apprezza le qualità dinamiche dell'imbarcazione, ma che è anche esigente quando si parla di comfort, abitabilità e praticità in crociera.

Il K33 è tra i pochissimi 10 metri ad avere al suo interno tre cabine doppie ed un comodo bagno a tutt'altezza, offrendo la medesima ospitalità che garantiscono barche più grosse con obbligo di immatricolazione e patente nautica.

A tutto ciò viene unità una qualità costruttiva ai vertici di categoria, una componentistica senza compromessi e una fine ricerca stilistica che permette al K33 di distinguersi dall'unanime coro della maggior parte dei natanti reperibili sul mercato.

scafo

Le forme di carena sono sicuramente la cosa che più caratterizzano uno yacht. Ci sono due modi per progettare una carena: uno è iniziare dal layout degli interni e dopo disegnare attorno le “linee d’acqua”, l’altro è partire progettando la carena e poi ottimizzare gli spazzi interni per ottenere il massimo comfort a bordo. Il K33 è stato progettato con il secondo metodo, infatti il ridotto baglio massimo e le linee d’acqua tese ma senza forzature conferiscono una forma molto avviata e con pochissima superficie bagnata. Tutto ciò garantisce ottima simmetria delle linee d’acqua a scafo inclinato e di conseguenza un’elevata capacità di stringere il vento senza continui correzioni di timone.

Lo scafo è costruito in sandwich con tessuti di vetro impregnati con resina vinil-epossidica.
La laminazione è manuale con successivo trattamento sotto vuoto e post cottura in forno.

L’anima del sandwich è realizzata con PVC espanso a cellula chiusa di densità differenziata nelle diverse zone dell’imbarcazione.
La zona di attacco della chiglia, quella intorno all’asse del timone e in corrispondenza del piede motore saranno realizzate in laminato pieno.

La disposizione dei rinforzi e il loro dimensionamento è stato pensato per ottenere il miglior compromesso tra rigidità e peso; anche le paratie interne e l'arredo sono parte integrante della struttura dell'imbarcazione e fungendo da collegamento tra scafo e coperta contribuiscono a conferire alla scafo una notevole rigidità. Particolare attenzione è stata prestata all’attacco delle lande delle sartie a scafo che avviene tramite due costole che assicurano una perfetta dissipazione dei carichi delle lande alla carena. La giunzione scafo coperta è assicurata da incollaggi strutturali e laminazione in vetroresina.

coperta

La coperta è costruita in sandwich con tessuti di vetro impregnati con resina vinil-epossidica.
La laminazione è manuale con successivo trattamento sotto vuoto e post cottura in forno.
L’anima del sandwich è realizzata con PVC espanso a cellula chiusa

Facile accesso a tutte le manovre, semplicità di utilizzo e abitabilità, queste le caratteristiche principali del disegno della coperta.

La particolare conformazione del pozzetto con specchio aperto, ampie panche giustamente distanziate e trasto randa disposto tutto a poppa, consente di ottenere un buona abitabilità della coperta nella zona poppiera riuscendo ad ospitare più di sei persone comodamente sedute.
Grazie al tambuccio a dritta dell'asse longitudinale, si ricava una zona drizze centrale, attrezzata con un winch, che concentra tutte le manovre in un punto unico a tutto vantaggio dell'efficacia delle operazioni del drizzista.
Tutte le manovre a piede albero sono rinviate in pozzetto, agli stopper del drizzista, passando all'interno di un tunnel ricavato nella tuga, che risulta così estremamente pulita e razionale. Gli spazi di stivaggio sono assicurati da tre ampi gavoni a tutta profondità accesibili a poppa via del trasto mentre a prua un gavone ospita la catena e un salpancora a scomparsa. Tutte le cerniere, come le chiusure, sono a scomparsa a filo coperta. La falchetta in legno di teak, i candelieri rastremati e il pulpito aperto conferiscono alla barca eleganza e sportività.

INTERNI

Sicuramente uno degli aspetti che più caratterizzano il K33 è la disposizione degli spazi sotto coperta.
Durante la progettazione sono state fatte innumerevoli simulazioni per prevedere vantaggi e svantaggi di ogni singolo componente nella vita a bordo. L’idea principale è stata quella di posizionare il bagno al centro barca e di sfruttare al massimo lo spazio sotto il pozzetto con due doppi letti, una a dritta e uno a sinistra.
Il bagno al centro ha il vantaggio che il WC ha sempre la possibilità di funzionare anche a scafo sbandato, inoltre non ci sono spazi sprecati. Sotto coperta è disponibile un’altezza d’uomo di 1,87 m che unita alla colorazione bianca degli interni e all’ottima luminosità conferisce a tutta la barca una sensazione di grande comfort rendendo molto gradevole la vita sottocoperta.
La dinette è costituita da due divani con stivaggio sotto i cuscini, un tieniti-bene centrale in acciaio inox con funzione di passaggio impianto elettrico dell’albero e gamba del tavolo, armadietti e mensole portaoggetti, 2 osterigi e faretti alogeni a soffitto. In dinette troviamo il tavolo da carteggio e il quadro elettrico con gli strumenti navigazione. La cucina, posizionata sotto un osteriggio apribile,è fornita di 3 fuochi con forno basculante, lavello, rubinetto con sistema idrico in pressione, stivaggio sotto lavello, armadietti, frigo a pozzo da 75 Lt, cambusa a pozzo. Nella cabina di prua abbiamo una cuccetta doppia, due mensole porta oggetti a murata, 1 armadio, sei cassetti, due luci lettura, un faretto alogeno a soffitto, un osteriggio. Le cabine di poppa sono fornite entrambi di una cuccetta doppia, un armadio, una mensola porta oggetti, accesso al motore e due oblò.

PIANO VELICO

Il piano velico del K 33 è stato disegnato con l’intento di ottenere il massimo della superficie velica in modo da garantire ottime prestazioni in tutte le andature con venti medio-leggeri.
L’albero è passante in alluminio anodizzato (carbonio optional), con 2 ordini di crocette acquartierate 20° aerodinamiche, il boma è in alluminio anodizzato (carbonio optional), le sartie sono in tondino.
Il Paterazzo è sdoppiato.

APPENDICI

Le appendici del K 33 sono state studiate per garantire alla barca un ottimo bilanciamento tra le forze idrodinamiche e quelle aerodinamiche, per questo non è stato valutato nessun compromesso.
L’obiettivo primario era quindi di costruire una barca sicura e performante, questo è stato possibile grazie ad un accentuato allungamento delle appendici e ad una corretta scelta delle loro rispettive sezioni. Inoltre la pinna di deriva e costruita tramite uno scatolato d’acciaio e la zavorra è un siluro in piombo con il 3% di antimonio; questo garantisce un ottimo concentrazione del peso il più in basso possibile in modo da ottenere il miglior rapporto (momento radrizzante)/(peso di zavorra).
Il timone è stato disegnato con lo scopo di ottenere il massimo della direzionabilità con il minimo di resistenza possibile.
Il timone opportunamente disegnato garantisce manovrabilità anche nelle condizioni più impegnative.